Re della terra selvaggia, film affascinante, ma incompleto per certi versi, rappresenta l’opera prima di Benh Zeitlin, classe 1982, che ha confezionato, nonostante il budget ridotto, un buon prodotto cinematografico. Il lungometraggio ha ricevuto consensi da parte di critica e pubblico, collezionando tantissimi premi e come riporta la locandina, è “il film che ha incantato il mondo”. E lo ha fatto davvero.

Viene narrata la vicenda di un gruppo di disperati che vive in abitacoli fatiscenti in un bayou, in Lousiana, chiamato La grande vasca, lì c’è la piccola Hushpuppy e suo padre Wink. La piccola protagonista è anche la voce narrante che racconta scorci di realtà inzuppati di fantasia, la sola cosa che resta alla bambina che si scontra con la necessità di sopravvivere e di crescere in fretta.

Il film ha un andamento lineare, quanto criptico proprio perché le scene vengono spesso interrotte da fantasie che non sono sempre ben legate tra loro. Tuttavia, si rimane sorprendentemente colpiti perché il regista presenta, con lo stile documentaristico, una storia lontana anni luce dalla quotidianità di ciascuno di noi, fatta di internet, strade asfaltate e mezzi di trasporto a quattro ruote. Con orgoglio, un gruppo di persone resta lontano dalla società civile e sfida continuamente la natura.

Sorprende ancora di più la bravura della piccola attrice dal nome impronunciabile, Quvenzhane Wallis, che mette in scena caparbietà e tenerezza allo stesso tempo, tanto da meritarsi una nomination agli Oscar come migliore attrice.

Re della terra selvaggia presenta una sceneggiatura forse un pò debole, ma complessivamente è un’opera poetica con una splendida colonna sonora.

 Maria Giorgia Vitale


 


Visitando stefanocritelli.it, accetti l'uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Privacy policy

Privacy Policy

Chiudi