Non è detto che cucinare per il presidente della Repubblica francese sia totalmente gratificante, quando ci si trova a lavorare in un ambiente ostile, scorretto e maschilista. È ciò che accade a Hortense Laborie, contattata per gestire la cucina dell’Eliseo. Ma, la donna non ha fatto i conti con gli chef che già lavorano per il presidente.

Liberamente tratto dalla storia della vera cuoca personale del presidente François Mitterrand, La cuoca del presidente è un film che conduce direttamente in cucina dove si possono sentire gli odori e degustare l’amore che si riversa nelle diverse portate.

Se da una parte, La cuoca del presidente è un film che mette l’acquolina in bocca e fa immaginare quanto possano essere deliziosi i manicaretti che si vedono, dall’altra lascia assaporare un po’ di amaro. Catherine Frot è brava (ha ricevuto la nomination ai Cesar 2013) nel ruolo della ribelle raffinata, la si vede combattere a colpi di pentole e fornelli, tra chef e dietisti e soprannomi come Du Barry (l’ultima maîtresse-en-titre di Luigi XV). Insomma, quella che viene considerata la cocca del président de la République, è tenace perché spinta dalla passione per la cucina, ma è anche fragile come una donna che fatica a stare un passo avanti agli uomini tanto da rimanere scottata nel profondo, decidendo di abbandonare un posto ambito e raffinato come l’Eliseo, per rifugiarsi su un’isola nell’Antartico e cucinare per tanti operai.

La cuoca del presidente è una commedia agrodolce (tanto per rimanere in tema), dal ritmo fiacco e dall’uso eccessivo dei flashback. Tuttavia, al regista Christian Vincent va il merito di non aver inserito, tra gli ingredienti, troppo politica, anzi. Le apparizioni del presidente sono state riposte su un piano intimo e confidenziale, come la scena in cui, insieme a Hortense, Mitterrand chiacchiera, degustando un bicchiere di vino rosso e mangiando una fetta di pane con salsa e fette di tartufo.

A La cuoca del presidente sarebbe servito un pizzico di sale in più, per servire a tavola un’ottima pellicola.

 Maria Giorgia Vitale


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